Quando l’intestino è sano, diminuiscono ansia e panico

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Hai mai notato come sta il tuo intestino dopo aver avuto un attacco di panico? 

Aria, brontolii, rumori strani, dolori, fitte improvvise, diarrea. 

Mantenere un intestino in buona salute è fondamentale per liberarti dall’ansia. Ci sono diversi fattori che contribuiscono a creare stati ansiosi, come vita frenetica, stress, questioni emotive non risolte, schemi distruttivi di pensieri ossessivi. Un primo passo che puoi fare da subito per abbassare l’ansia è impegnarti a migliorare l’equilibrio e la salute del tuo intestino. 

Chi soffre di disturbi di ansia e panico, lamenta anche disturbi a carico dell’apparato digerente che spesso vengono sottovalutati.

Quante volte chi soffre di stati ansiosi si sente dare la classica pacca sulla spalla e Tavor in mano e viene liquidato con un “ stai sereno e rilassati, magari cambia lavoro, moglie, marito, prenditi una vacanza, sei solo stressato, può farti bene qualche seduta dallo psicologo, non pensarci!”.

Magari si vuole indagare con esami specifici, ma non emerge nulla di particolare e quindi di nuovo si viene liquidati come prima: pacca sulla spalla, ansiolitico o antidepressivo oppure un antiacido e antispastico, psicologo e incoraggiamento a cambiare lo stile di vita.

Eppure noi stiamo male, continuiamo a stare male. Stiamo immaginando tutto?

Da decenni i ricercatori lavorano per capire le delicate connessioni tra il microbiota umano e il cervello. La comunicazione bidirezionale dell’asse intestino-cervello coinvolge molti sistemi organici: endocrino, immunitario, il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso enterico, con il microbiota intestinale che influenza le interazioni tra di essi.

L’ intestino è dotato di un suo sistema nervoso indipendente dal cervello e dal sistema nervoso centrale: il sistema nervoso enterico. Entrambi i sistemi nervosi comunicano attraverso percorsi e neurotrasmettitori simili.

Le connessioni tra cervello e intestino sono tangibili. Le disfunzioni di un sistema si ripercuotono sull’altro e viceversa. Molti disturbi neurologici e dell’umore hanno manifestazioni intestinali. Problemi dell’ apparato digerente possono presentare sintomi neurologici e psicologici. 

Ansia, depressione e stress hanno un impatto negativo sull’equilibrio del microbiota e le funzioni digerenti attraverso l’asse Ipotalamo-Pituitaria-Surrenali.

Nel nostro corpo tutto è collegato, nessun apparato è scollegato dagli altri, ma tutti comunicano tra di loro attraverso il sistema nervoso autonomo, il sistema ormonale e immunitario.

Ogni cambiamento che si verifica in un sistema si ripercuote sugli altri apparati.

Cervello e apparato digerente

Cervello e intestino sono strettamente correlati. Anzi,  parlano lo stesso linguaggio. Il sistema nervoso centrale è il principale sistema nervoso del nostro organismo, il secondo sistema nervoso è l’apparato digerente che comprende un numero di neuroni pari o superiore a quello del midollo spinale.  

L’evoluzione ha dotato l’intestino di un sistema nervoso tutto suo, il sistema nervoso enterico, cioè un insieme di neuroni che possono far funzionare l’ organo senza ricevere istruzioni dal cervello o dal midollo spinale. 

Oltre cento milioni di neuroni sulla parete dell’addome, in dialogo continuo, immediato e diretto con quelli del cervello. Questi due sistemi, cervello e intestino, si parlano tramite i sistemi nervosi simpatico e parasimpatico, soprattutto attraverso il nervo vago che parte dal cervello e termina nell’intestino crasso. 

L’ intestino può regolare da solo tutte le fasi della digestione degli alimenti e ciò fa sì che l’intestino venga definito anche “il secondo cervello”.

Esiste quindi nel nostro ventre un cervello viscerale, il più antico, istintivo e animale, connesso al cibo, che ha una propria intelligenza, una propria autonomia.

Ma non solo, cervello e intestino si parlano anche attraverso il sistema endocrino.  L’intestino produce un vasto numero di molecole con i quali comunica a distanza con gli altri organi. Tra questi, acetilcolina, noradrenalina, dopamina, e la serotonina. 

Più del 90% della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità e del benessere, e più del 50% della dopamina prodotte dal corpo sono sintetizzate nell’ intestino, non dal cervello.

Se mangiamo cibo che ci piace, la produzione di serotonina aumenta e ci sentiamo meglio. Infiammazioni dell’ intestino diminuiscono la produzione di serotonina, e se al cervello ne arriva meno ci sentiamo scarichi, demotivati, insofferenti, fino a stati ansiosi, stress, depressione.

L’ intestino è in stretto collegamento sia con il sistema endocrino, ma anche con il sistema immunitario, che presenta nell’intestino un’ampia rete linfatica, oltre che presiedere alla produzione di IgA (immunoglobuline), collegate agli anticorpi.

Le connessioni tra i due cervelli sono chiare se ci pensiamo. Quante volte, prima di un’ esame o interrogazione avete sentito mal di pancia o come farfalle volare nell’addome? Oppure, prima di un colloquio di lavoro, avere un bisogno impellente di andare in bagno? O ancora, quando vi sentite obbligati a fare qualcosa che non vi va e vi viene mal di pancia o momenti di diarrea improvvisa?

L’intestino è centrale per la nostra sopravvivenza: attraverso di lui il nostro corpo assimila e assorbe le sostanze nutritive vitali per la nostra salute e mantiene l’equilibrio biochimico che ci garantisce il benessere. 

Il microbiota

L’intestino, oltre che a pensare in autonomia, ospita una popolazione di microrganismi che vivono in noi, contribuiscono ai processi digestivi, alle reazioni enzimatiche e immunitarie: il microbiota. Si tratta di ceppi di batteri in equilibrio dinamico con il sistema digerente. 

Il microbiota è composto da un numero di batteri pari quasi a tre volte il totale delle cellule dell’intero corpo umano e da almeno quattro milioni di tipi diversi di batteri, che vivono in simbiosi con la mucosa intestinale e che rappresentano l’ecosistema più complesso della natura.

I principali microrganismi presenti sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium, ma ce ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme conducono funzioni per noi essenziali:

  • favoriscono la metabolizzazione delle calorie
  • sintetizzano diverse vitamine
  • regolano il sistema immunitario
  • sostengono la peristalsi intestinale
  • proteggono l’organismo  da aggressioni di microrganismi patogeni, prevenendo così la comparsa di molte infezioni.

Il tessuto intestinale insieme al microbiota formano la barriera intestinale, il cui stato di salute influenza il nostro stato di benessere generale. 

Una barriera intestinale sana permetterà un buon funzionamento dell’intestino, mentre una danneggiata o sofferente non sarà in grado di svolgere le sue funzioni vitali al meglio, con conseguenti processi di malassorbimento e con ripercussioni inevitabili sul nostro stato di salute.

E’ stato possibile dimostrare che gli intestini molto infiammati come quelli di chi soffre di colon irritabile, sono eccessivamente permeabili, cioè non più in grado di impedire il passaggio di miliardi di germi che dovrebbero risiedere nell’intestino e che possono così filtrare attraverso le sue pareti invadendo gli organi pelvici. 

Questo è il motivo per qui le donne hanno delle cistiti che vengono trattate con ripetuti cicli di antibiotici con conseguente aumento del rischio di vaginite da candida. Si innesca quindi un circolo vizioso difficile da spezzare.

Gli effetti secondari nella vita di queste donne riguardano le ricadute del loro problema cronico nella vita privata e sociale.

Esse si sentiranno sempre più frustrate, incomprese e depresse e quindi verranno catalogate come persone con problemi psicologici. 

Non solo. Poiché si tratta di problematiche altamente infiammatorie, possono comparire anche manifestazioni dolorose in tutto il corpo che spesso vengono diagnosticate come fibromialgia e trattate senza grande successo con farmaci.

Avere un focolaio di infiammazione nel corpo che parte dall’apparato digerente poi arriva ad interessare tutto l’organismo provocando cefalea, emicrania, dolori osteo-muscolari, stanchezza cronica.

E’ evidente che questi sintomi reali possono causare problematiche importanti anche a livello di ansia, panico, o depressione ma la causa di ciò dipende purtroppo da una classe medica non adeguatamente preparata, come afferma il Prof. Stanghellini , Direttore del reparto di Medicina Interna presso l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna nonché Professore Ordinario di Medicina Interna presso l’Università di Bologna.

Il microbiota e l’alimentazione

La composizione del microbiota è fortemente influenzata dall’alimentazione, già a partire dall’ allattamento e dallo svezzamento, e in seguito dalla condotta alimentare quotidiana di ognuno di noi. 

Un’alimentazione sbilanciata, cibi mal tollerati dall’intestino, l’uso sbagliato e abuso di antibiotici e di altri farmaci che alterano la flora batterica, sono tutti fattori che possono gravare sullo stato di salute dell’intestino, sull’ equilibrio del microbiota e sull’integrità della barriera intestinale. Questo compromette nel lungo periodo il benessere generale.

I cibi che portiamo ogni giorno a tavola giocano un ruolo fondamentale sulla salute. Le nostre scelte alimentari impattano fortemente sulla composizione del microbiota intestinale, dal cui squilibrio hanno origine diverse malattie: dal morbo di Crohn alla rettocolite ulcerosa, dalla sindrome del colon irritabile al diabete di tipo 2, fino al cancro del colon. 

Tutte condizioni che oggi risultano in aumento, soprattutto nei Paesi più avanzati.

L’ipotesi, documentata negli ultimi anni da diversi studi, trova conferma anche in un lavoro presentato durante il Congresso europeo di gastroenterologia svoltosi a Barcellona alla fine del 2019. 

A condurlo un gruppo di ricercatori del dipartimento di gastroenterologia ed epatologia dell’Università di Groningen, che ha coinvolto poco più di 1.400 adulti affetti da morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa e sindrome del colon irritabile. 

A tutti, gli autori hanno chiesto di compilare un diario alimentare: in modo da scoprire le abitudini a tavola. Dopodiché hanno proceduto prelevando un campione di feci da ognuno, per analizzare la composizione della flora intestinale. 

Ne è venuto fuori uno schema in cui alimenti e modelli dietetici sono stati associati a una maggiore o a una minore presenza di determinate specie batteriche, considerando le conoscenze relative al loro effetto sulla salute dell’intestino.

L’analisi ha svelato che, per aiutare l’intestino a essere popolato da microrganismi alleati,

è bene mangiare alimenti che contengono acidi grassi omega 3, vitamine del gruppo B, triptofano, magnesio e zinco. 

La loro assunzione è infatti collegata a una ridotta presenza di batteri aerobici (potenzialmente dannosi) e a una concentrazione inferiore di molecole pro-infiammatorie nel sangue. 

Un effetto contrario a quello determinato dall’adozione di una dieta occidentale, in cui prevalgono cibi pronti, pieni di conservanti e coloranti e dolci realizzati con zucchero raffinato. 

Lo studio ha confermato anche che al disequilibrio del microbiota contribuiscono anche il fumo, abuso di alcol, di droghe e l’assunzione cronica di farmaci, tra cui anche le pillole anticoncezionali.

Il microbiota e l’umore

Il microbiota può vivere due condizioni: eubiosi o disbiosi. Se il microbiota è in eubiosi significa che è in equilibrio ed è funzionalmente efficace, condizione che permette di mantenere in salute tutto l’organismo.

La condizione di disbiosi, cioè quella di disequilibrio è correlata a diverse malattie come diabete, obesità, patologie cardiovascolari, ma anche demenza di Alzheimer, morbo di Parkinson, depressione, ansia, schizofrenia, disturbo bipolare.

Si è visto che con questi tipi di disturbi e malattie, si assiste a una riduzione della varietà dei batteri intestinali, con conseguente alterazione dell’ equilibrio della flora batterica che si ripercuote sulla salute dell’ intero organismo e sull’ umore attraverso la comunicazione tra intestino, cervello e gli altri organi grazie ai neurotrasmettitori.

Dieta e disordini intestinali possono quindi avere ricadute sull’umore, ma la relazione può essere anche inversa. Fattori esterni possono determinare alterazioni anche importanti del microbiota. Fra questi stress psico-fisici, stili di vita non equilibrati, prolungati stati ansiosi e di tensione.

Fattori psicologici influenzano la fisiologia dell’ intestino. L’ ansia e lo stress influenzano i movimenti, le contrazioni e il rilascio di ormoni dell’ intestino.

Se ascoltiamo il nostro intestino ci accorgiamo che i suoi movimenti, specie nei giorni in cui produce più aria, i suoi blocchi mostrano un senso, un’ intelligenza propria, e si collegano ai nostri vissuti, come sanno bene le persone con colon irritabile.

Non dobbiamo dimenticarci che la relazione tra intestino e cervello è a doppio senso. Se è vero che lo stato di salute dell’intestino si riflette sul cervello, è vero anche il contrario: periodi particolarmente stressanti o la nostra incapacità di affrontare ansie, paure, decisioni, possono incidere sul normale funzionamento dell’intestino con alterazioni della peristalsi (e conseguenti episodi ad esempio di stipsi o di colite) e della produzione di acidi, di enzimi, di ormoni.

Un’indagine di Assosalute dimostra che il 78% degli uomini e 88% delle donne italiani ha avuto malesseri a stomaco e intestino per colpa di preoccupazioni e ansia. Si parla di gonfiore, dolori, difficoltà nel digerire gli alimenti.

Che cosa avvenga prima è ancora difficile dirlo. Se tutto parte dalla testa o dalla pancia ancora non lo sappiamo.

La scoperta più importante finora  emersa dalle ricerche è che l’ansia e lo stress provocano un’ iper attivazione dell’asse neuroendocrino Ipotalamo-Pituitaria-Surrenali e il conseguente  aumento del rilascio di cortisolo nel sangue.

Questo comporta una cascata di conseguenze biochimiche nel corpo che portano all’alterazione del microbiota intestinale e aggravano i disturbi dell’umore.

Microbiota e sistema endocrino

Recenti ricerche hanno evidenziato una stretta interazione tra il microbiota intestinale e l’asse endocrino Ipotalamo-Pituitaria-Surrenali (IPS), cioè il più importante sistema neuroendocrino che regola le risposte all’ansia e allo stress. 

Ma non solo, si è visto inoltre che la comunicazione tra microbiota e IPS ha un impatto su altri organi e sistemi.

Ansia, stress, depressione producono un’ iperattività dell’asse IPS che modifica il rilascio di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina (che diminuiscono) e il cortisolo (che aumenta). 

Quando sperimentiamo ansia e stress, le ghiandole surrenali, stimolate dall’ ipotalamo e dalla pituitaria, rispondono con un maggior rilascio di cortisolo, influenzando sia il sistema digestivo sia quello immunitario.

Questi meccanismi di difesa del corpo derivano dalla nostra evoluzione sulla terra, come un mezzo di preservazione della specie in un contesto di grandi predatori e pericoli naturali improvvisi.

Questo tipo di risposta però non è più adatta ai tempi moderni, in cui il vero pericolo non sono più i predatori naturali come le tigri dai denti a sciabola o catastrofi ambientali che mettono a rischio la nostra vita in qualsiasi momento come un tempo.

Al giorno d’oggi il vero pericolo per la salute sono l’ansia e lo stress cronici, il protrarsi di situazioni di tensione nel tempo, che causano una cascata di effetti biochimici dannosi per tutti i sistemi organici del corpo.

Ansia e stress quotidiano, se protratti a lungo, modificano l’attività dell’ asse Ipotalamo-Pituitaria-Surrenali con la modifica del dialogo di tutti quegli ormoni che sono così importanti per le funzioni del microbiota, cioè serotonina, dopamina, ossitocina. 

In questo modo si modifica la popolazione batterica intestinale, rendendo l’ intestino più permeabile e suscettibile a infezioni. 

Non ci diamo il tempo di riposare a sufficienza, di staccare dagli impegni e dal lavoro e di recuperare risorse fisiche e mentali.

Questo ha effetti a cascata sul  sistema digestivo, immunitario e l’umore. Diventiamo più vulnerabili. Facciamo fatica a digerire il cibo, ci ammaliamo più facilmente, abbiamo infiammazioni ricorrenti ai muscoli e al sistema digerente, soffriamo di dolori vari come emicrania, cefalea e ci sentiamo più nervosi, più stanchi, più ansiosi. 

Un circolo vizioso che facciamo fatica a risolvere.

Quando soffrivo di ansia e attacchi di panico, facevo fatica ad avere un sonno ristoratore e continuo. E più accusavo la mancanza di sonno, più la mia ansia peggiorava, più il mio intestino mi dava problemi. Diarrea, brontolii, dolori erano all’ordine del giorno.

Questo ha compromesso la mia vita familiare e lavorativa per molto tempo. Non riuscivo a far fronte agli impegni quotidiani e ad avere una relazione appagante col mio compagno e mio figlio.

Se è stato accertato che  l’iperattività dell’asse IPS predispone a sviluppare disordini mentali e altera il microbiota, rimane invece ancora sconosciuto il rapporto inverso, cioè i meccanismi con cui il microbiota intestinale influenza le funzioni dell’asse IPS.

Cosa dice la ricerca

Nel 2019 i ricercatori cinesi dell’Università di Shanghai hanno deciso di indagare su come il microbiota influenza l’umore e hanno ripreso in esame 21 studi precedenti.

Di questi 21 studi, 14 hanno scelto i probiotici da utilizzare per regolare il microbioma intestinale mentre 7 di essi si sono basati su metodi non probiotici, cioè la modifica dell’ alimentazione.

Complessivamente, gli studi mostrano che è possibile regolare l’ansia agendo sul microbiota intestinale, 

A guardare i risultati, il cambio di dieta è risultato più efficace contro l’ansia e ha un impatto maggiore sulla crescita di batteri intestinali buoni rispetto alla introduzione di microrganismi probiotici dall’esterno.

Dei 14 studi che hanno analizzato i risultati ottenuti dai probiotici, infatti, solamente 1/3 ha accertato effetti positivi. Mentre gli interventi non basati sui probiotici, ma modificando l’alimentazione sono risultati efficaci in oltre l’80% dei casi.

E’ stato quindi accertato che i cambiamenti di composizione del microbiota impattano sull’ansia, sulla depressione e sui disturbi alimentari come obesità  o anoressia. 

Il microbiota di queste persone migliora mangiando bene e l’integrazione di probiotici introdotti dall’esterno migliora anche l’umore e la pulsione verso il cibo.

E pur avvertendo che i risultati vanno approfonditi perché non è ancora stato possibile confermare l’efficacia relativa dei diversi approcci, trattandosi di interventi non invasivi e privi di effetti collaterali, i ricercatori sono pronti a sbilanciarsi: per alleviare i sintomi dell’ansia, accanto alle terapie tradizionali a base di psicofarmaci, andrebbe considerata anche la possibilità di intervenire sulla flora intestinale, soprattutto di modificare l’alimentazione .  

Lo studio di Alyssa Dalton presso l’Università di Albuquerque negli Stati Uniti ha fatto un passo ulteriore in questo senso. In particolare ha analizzato l’impatto del movimento fisico sul funzionamento dell’asse intestino-cervello e sulle condizioni di del microbiota intestinale.

Questo studio ha dimostrato che il movimento fisico aerobico migliora la biodiversità del microbiota e promuove la proliferazione di batteri amici come i Firmicutes, che sembrano mediare proprio i positivi effetti dell’esercizio fisico dell’asse intestino-cervello.

Benché esista una vasta quantità di dati che analizzano l’impatto del microbiota sulla funzionalità del cervello, il ruolo del microbiota nelle malattie neurodegenerative e disturbi dell’umore è tuttora difficile da spiegare. 

In questo contesto si inserisce il progetto MINERVA, finanziato dall’Unione Europea, che si propone di sviluppare una piattaforma tecnologica per studiare il rapporto esistente tra la microflora intestinale e la funzionalità del cervello in condizioni fisiologiche e patologiche.

Il progetto si avvale di un approccio innovativo di bioingegneria che permetterà di studiare in modo completamente nuovo il rapporto esistente tra neurodegenerazione e microflora intestinale umana entro il 2022.

I buoni consigli alimentari

A questo punto,considerando tutta questa mole di informazioni che ti ho dato, forse ti girerà la testa e ti sentirai confuso e disorientato. 

Mi sento di dover riassumere in modo più semplice e concreto le informazioni per darti la possibilità di intervenire attivamente e direttamente sulla tua salute. 

Abbiamo visto che l’alimentazione è risultata essere la base della qualità e biodiversità del microbiota e dell’ umore e quindi devi cercare di:

  • eliminare cibi industriali confezionati e processati, pieni di conservanti e coloranti
  • ridurre al minimo l’assunzione di zuccheri raffinati
  • evitare l’alcool
  • consumare vegetali e frutta freschi di stagione e a km 0
  • usare le spezie ed erbe aromatiche 
  • mangiare pesce ricco di omega-3 se ti piace
  • consumare solo olio spremuto a freddo
  • evitare cibi surgelati
  • consumare i pasti con calma e in un ambiente tranquillo
  • mangiare senza guardare la televisione o il cellulare.

Consigli per lo stile di vita 

Per diminuire la quantità di cortisolo dannoso per la nostra salute mentale e intestinale invece ti consiglio di:

  • fare attività fisica, quella che ti piace di più
  • concederti la giusta quantità di sonno
  • evitare di guardare la televisione o cellulare prima di dormire
  • dedicarti ad attività piacevoli dopo il lavoro
  • praticare la meditazione
  • curare la respirazione
  • passare più tempo a contatto con la natura
  • prestare più attenzione al tuo corpo con pratiche di yoga e
  • sessioni di massaggi.

La soluzione naturale

Nel 2014 la dottoressa Field, del Touch Reasearch Insitute di Miami, ha dimostrato che il massaggio effettuato con una pressione moderata stimola l’attività vagale, cioè agisce direttamente sul sistema nervoso parasimpatico. Esso è collegato alle funzioni che si attivano durante le fasi del riposo. 

Questo determina una cascata di effetti importanti su tutto l’asse biochimico del corpo, modificando le emozioni e l’umore.

L’aumento dell’attività vagale determina cambiamenti sull’asse neuroendocrino ipotalamo-pituitaria-surrenali e in particolare produce:

  • un abbassamento del battito cardiaco e della pressione sanguigna che permette un rilassamento immediato;
  • la diminuzione dei livelli di cortisolo e norefedrina, ormoni della tensione e allerta
  • l’aumento della secrezione di serotonina, ormone del benessere e della felicità
  • l’aumento del flusso di ossitocina, l’ormone dell’empatia e dell’amore verso gli altri
  • l’ aumento delle onde delta, attive nel rilassamento, e la diminuzione delle onde alfa e beta, attive nella fase di veglia. 

La Dottoressa Field ha dimostrato quindi che il massaggio ha un grande potenziale di guarigione per 2 motivi:

  • stimola la produzione degli ormoni che rendono più felici e quindi più in salute 
  • il tocco racchiude in sé il potere dell’empatia e migliora la relazione con gli altri.

Il massaggio è un’attività semplice che tutti possono concedersi. E’ incredibile quanto un gesto così piccolo abbia grandi implicazioni positive per la nostra salute. Basta davvero poco per stare meglio.

Note bibliografiche

https://www.prontointerventopanico.it/ansia-panico-e-sistema-digerente-quali-connessioni1

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278584620302670#bb0375

https://gpsych.bmj.com/content/32/2/e100056

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5467308/

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Tabita Ruzzier
Tabita Ruzzier 6 ottobre 2020
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Per motivi lavorativi e di tensione nell'ambiente di lavoro ho iniziato a soffrire di disturbi dell'umore. La mia ansia era alle stelle e il mio mal di schiena ha cominciato a peggiorare fino a non riuscire più a svolgere gli impegni quotidiani. Ho provato la fisioterapia ed esercizi specifici. Hanno risolto momentaneamente il problema, e poco dopo aver finito le sedute, il mal di schiena si ripresentava puntuale. Poi ho conosciuto Sara e ho provato il Metodo Harmonia coi suoi massaggi. Che bella sorpresa! Il mio umore è migliorato tantissimo e le preoccupazioni si sono dissolte pian piano. E poi ho risolto in gran parte il mio mal di schiena cronico. Grazie Sara
Valentina Peretti
Valentina Peretti18 febbraio 2020
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Negli ultimi 6 mesi ho iniziato a soffrire di insonnia per problemi familiari. Mi svegliavo alle 3 di notte non riuscendo più a dormire. La mia quotidianità ne ha risentito molto e anche il rapporto con i miei figli. Ho ricevuto sessioni di massaggio thailandese e avevo miglioramenti ma ancora non dormivo bene. Il sonno continuava a essere disturbato. Non sapevo a chi altro rivolgermi, non volevo prendere medicinali. Sono venuta a conoscenza di Sara e ho provato il suo metodo Harmonia. Dopo le prime sessioni ho iniziato ad avere un sonno continuativo e a dormire fino alle 6 del mattino. La mia vita è molto migliorata. Sono felice di aver incontrato Sara

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