Perchè la natura è una terapia per l’ansia

Per secoli e in molte culture del mondo filosofi, poeti e teologi hanno sottolineato l’importanza che il ruolo della natura ha nella vita dell’uomo come fonte di benessere fisico e psicologico. 

Noi siamo una civiltà che ha quasi completamente perso il contatto e il rapporto profondo con l’ambiente naturale e i suoi elementi.  Noi siamo il prodotto di migliaia di anni di evoluzione  e simbiosi nella natura. 

Ci siamo allontanati dalla natura per vivere nelle città solo in tempi recenti, con l’industrializzazione e l’urbanizzazione. Da lì il nostro stile di vita si è radicalmente trasformato e molte patologie prima sconosciute hanno fatto la loro comparsa: ansia, stress, depressione, schizofrenia. 

Non siamo nati per vivere costantemente in mezzo a traffico e cemento. In mezzo a continui stimoli acustici e visivi artificiali. Esposti alla luce di neon e chiusi tra 4 mura.

Una storia vera

Voglio raccontarti una storia, di un uomo che ha lasciato tutto per vivere a contatto con la natura.

A 42 anni, Carlo decide di lasciare un lavoro sicuro, in fabbrica, a tempo indeterminato. 

Non sopporta più la routine quotidiana, né il pensiero che i giorni della settimana saranno uno uguale all’altro, senza sorprese, senza emozioni. 

Va sulle Dolomiti, una delle sue mete preferite durante le ferie. 

Sulle montagne, Carlo trova la sua strada. 

Scopre per caso che stanno cercando un gestore per la Capanna Punta Penìa, il rifugio più alto delle Dolomiti. 

Sente che è quello il suo destino: diventare il custode della Marmolada. 

Tutto, a 3.343 metri d’altezza, acquista un sapore estremo, dall’esplosione di colore dell’alba, alla terribile forza dei temporali e del vento. 

Stando sospesi tra terra e cielo, in certi momenti sembra di toccare con mano il confine tra la vita e la morte.

Raggiungere il punto più alto della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, ti dà una scarica di adrenalina. 

A Capanna Punta Penìa si giunge solo a piedi, è un luogo di sosta, senza distrazioni. 

Qui c’è il silenzio e la meraviglia delle montagne tutto intorno, ma Carlo scambia anche quattro chiacchiere con i turisti e gli scalatori.

Insieme riscoprono la semplice bellezza del rapporto con le persone. 

E naturalmente è pure un modo per stare con te stesso, per ascoltarti, per capire quali sono i sogni da realizzare.

La montagna e il contatto stretto con la natura ha donato a Carlo quella pace che tanto gli mancava.

Come dice Carlo:

“Oggi sono una persona equilibrata, le montagne mi hanno curato e regalato tranquillità, fuori dalla frenesia di tante cose inutili, il possesso, i vestiti, lo sballo di vario genere.

Stare qui mi dà una grande soddisfazione: sono la prima persona a veder spuntare il sole e la prima a vederlo andar via”.

Quanto stiamo in contatto con la natura

Tutto ciò ha diminuito drasticamente le possibilità di entrare in contatto con la natura. E’ diventato difficile proprio il semplice vedere e godere di visuali di alberi, parchi e verde ed è sempre più raro il tempo trascorso all’aria aperta.

Ma quanto tempo trascorriamo in effetti all’aria aperta? Meno di un’ora alla settimana. È quanto evidenzia uno studio condotto online da YouGov in 15 paesi (inclusi Europa e Stati Uniti) fra marzo e aprile del 2019. Su un campione di 17 mila intervistati, il 52% afferma di passare all’aria aperta in media meno di sessanta minuti alla settimana. 

In Italia, il nostro paese del sole e del mare,  il dato sale al 66%. Insomma, per stare bene dobbiamo uscire di casa e stare di più nel verde.

Cosa dice la scienza

I benefici del contatto con la natura a livello fisico e come antistress sono ormai evidenziati da ricerche sempre più numerose. 

Tutte sottolineano che chi vive tra i palazzi e il cemento ha probabilità maggiore di soffrire di disturbi psicologici e cardiovascolari e ha valori più alti di ormoni dello stress.

Trascorrere almeno 2 ore alla settimana immersi nel verde e a contatto con la luce naturale può essere sufficiente per cambiare in meglio lo stato di salute delle persone e soprattutto le rende più felici. Questo è il dato che emerge da una ricerca del 2013 pubblicata su Scientific Reports da Mathew White, dell’Università di Exeter, nel Regno Unito.

In particolare, 20 minuti al giorno risultano sufficienti ad abbassare significativamente il livello di cortisolo in circolo nel corpo, come afferma  Mary Carol Hunter, della University of Michigan, che ha condotto la ricerca nel 2019 pubblicata in Frontiers of Psicology. In caso di ansia, tensioni nervose e stress la pillola dunque consiste nell’ immergersi per almeno 20 minuti nel verde anche di un parco urbano.

 Lo studio mostra che i risultati maggiori si ottengono trascorrendo da 20 a 30 minuti seduti o passeggiando in qualsiasi luogo che ci trasmetta il senso di vicinanza alla natura. La ricerca è stata condotta su un gruppo di volontari che per otto settimane hanno dovuto trascorrere del tempo in luoghi naturali, come un parco, ma senza fare sport, conversare con amici o svolgere altre attività che possono già di per sé avere un’influenza sullo stress. Ai volontari è stata misurata a più riprese la concentrazione del cortisolo nella saliva. 

Vivere la natura coi 5 sensi

Ma come funziona il potere curativo della natura? Quali sono i suoi meccanismi?

I benefici risiedono nel partecipare all’esperienza  in natura con l’uso di tutti i nostri sensi, ri-abituando il corpo a sentire e a vivere con consapevolezza le piccole esperienze e sensazioni scatenate da stimoli naturali. 

La natura ha il potere di sollecitare ogni senso del nostro organismo in maniera dolce e delicata ma non per questo meno potente. E’ un stimolazione naturale dell’udito, della vista, del tatto, del gusto e dell’olfatto che manda messaggi in una lingua diversa da quella umana.

Siamo abituati ad usare attivamente solo pochi dei nostri sensi. Tra questi la vista, che è sovrastimolata.

Quando svolgiamo un lavoro di ufficio in particolare, la vista è l’organo di senso più stimolato, oltre alla mente. Usiamo la mente in modo meccanico e distaccato dal resto.

Non ci accorgiamo di quello che ci sta intorno.

In mezzo alla natura è diverso.

Ascolta il suono in sottofondo delle foglie nel vento, dei tuoi passi sul terreno, del canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua nei ruscelli.

Guarda ill movimento dei rami degli alberi e dei cespugli, dei piccoli animali,  il colore e la forma dei fiori, del cielo e dei vuoti tra le cime degli alberi. 

Respira il profumo delle cortecce e la fragranza delle resine di abete che si mescola all’ odore dei funghi, del muschio e del terriccio.

Tocca il tronco ruvido o liscio di un albero, fai scivolare le dita tra una scaglia e l’altra, le rocce fredde in ombra e calde al sole. Nota le diverse consistenze delle foglie verdi e di quelle secche. Prova camminare a piedi nudi e sentire il terreno. Che sensazione stupenda!

Gusta nel palato l’aria pulita e fresca, e perchè no, assaggia il sapore della corteccia e dell’erba e se siete fortunati potete assaporare l’autentico sapore della fragolina di bosco o dei mirtilli.

Tutto vibra di emozioni, il nostro corpo, il nostro spirito e ci sentiamo parte di questo miracolo.

Immergersi nella natura vuol dire imparare a vedere i dettagli e mettere in moto la presenza mentale e piena attenzione cosciente di ciò che si sta vivendo in quel preciso momento. E’ un coinvolgimento e un rilassamento attivo e consapevole.

Lo Shinrin Yoku e la ricerca giapponese

Lo sanno bene i giapponesi, che dello Shinrin Yoku hanno fatto un vero e proprio stile di vita. Shinrin Yoku vuol dire letteralmente “bagno di foresta”e ci consente di lavare via lo stress e ansia accumulati tramite l’esperienza attiva con tutti i sensi.

Esso è considerato una terapia preventiva a largo spettro prescritta dal Sistema Sanitario Nazionale giapponese.

Ricordiamoci che il bagno di foresta o di natura non è riproducibile artificialmente: è affidato all’ intuizione e alla soggettività, ciò nonostante i suoi benefici sono dimostrabili scientificamente.

I ricercatori giapponesi hanno esaminato le ricerche presenti dal 1992 ad oggi e sono riusciti a delineare i principali benefici dell’ immersione in natura:

  • diminuzione del livello di cortisolo nel sangue ( ormone responsabile dei disturbi da stress e di ansia)
  • aumento del rilascio di endorfine e ossitocina (ormoni del buon umore)
  • diminuzione della pressione sanguigna 
  • diminuzione del battito cardiaco
  • rilassamento del sistema nervoso simpatico (collegato a situazioni di pericolo e allerta
  • aumento dell’attività del sistema nervoso parasimpatico (collegato alle funzioni del riposo e del recupero delle energie fisiche e mentali)
  • miglioramento dell’attività del sistema immunitario.

Questi benefici per la nostra salute li possiamo ottenere sia camminando che stando seduti in meditazione, ma anche in contemplazione di ambienti naturali.

Lo studio conclude che il bagno di natura è classificato tra le principali medicine preventive per il futuro.

La ricerca in Italia

Una recentissima ricerca svolta in Italia in collaborazione col Club Alpino Italiano e pubblicata sull’ International Journal of Environmental Research and Public Health nel 2019 mette in risalto che il potere terapeutico della natura e soprattutto delle foreste risiede inoltre nell’ inalazione dei composti chimici organici volatili emessi dalle foglie e dalle cortecce, chiamati monoterpeni.

Questo significa che respirare le sostanze volatili aromatiche e oli essenziali presenti nell’atmosfera della foresta ha profondi effetti sulla salute mentale.

In particolare, emerge che gli orari migliori per cogliere gli effetti benefici della foresta sono il primo mattino e le ore dopo mezzogiorno, in giornate soleggiate e con vento debole. 

Vicino a noi, il Parco delle Foreste Casentinesi costituisce una vasta area boschiva ideale per fare delle immersioni in natura.

All’interno del Parco ci sono numerosissimi percorsi adatti ma quello che consigliano gli esperti è quello nella foresta di Abeti bianchi di Camaldoli. 

Possiamo percorrere un anello che dal Monastero arriva all’eremo di Camaldoli lungo circa 8 km dove il bosco presenta un’altissima biodiversità: aceri, tigli, faggi e abeti.

E’ stato dimostrato che più è elevata la biodiversità, più è maggiore il potere curativo dei boschi.

L’abete bianco infatti, anche se sulla carta ha un tasso di emissione di monoterpeni basso, grazie alla sua consistente massa fogliare e alla mole particolare di quelli che si trovano a Camaldoli, rende l’immersione nella foresta particolarmente potente e benefica.

Non dobbiamo andare lontano per beneficiare del potere rigenerativo della natura. A un’ora di macchina troviamo luoghi ideali per trovare pace e allenare il nostro sistema nervoso a rilassarsi.

Camminare e respirare a pieni polmoni in boschi con queste caratteristiche permette quindi indubbi benefici in termini di scarico delle tensioni dovute ad ansia e stress.

La natura spegne l’agitazione mentale

Per quanto riguarda in particolare i disturbi di ansia  e depressione, una interessante ricerca del 2015 condotta dalla Stanford University negli Stati Uniti ha affermato che 90 minuti di passeggiata in paesaggi naturali diminuisce la ruminazione e l’attività neurale della corteccia prefrontale, zona deputata alle funzioni del comportamento e delle emozioni. 

La ruminazione è quella rimuginazione ossessiva sui lati negativi di ogni situazione o evento che ci capita. Vediamo tutto nero. Ci sentiamo in balìa degli eventi e preda delle intenzioni negative degli altri.

Questo comportamento amplifica le emozioni di rabbia, ansia e depressione e ci porta a non trovare via d’uscita dal nostro cattivo stato d’animo.

La ruminazione quindi si attiva come tentativo di controllo dell’emozione negativa e nel tempo causa un maggiore abbassamento del tono dell’ umore e il crollo dell’autostima.

In questa occasione si è riscontrato che gli stessi 90 minuti di passeggiata in ambienti urbani, in mezzo a strade e rumori artificiali di sottofondo, non hanno lo stesso effetto che nella natura.

Pratiche che possiamo utilizzare subito

Come afferma Selene Calloni Williams la contemplazione della natura non favorisce solo la salute fisica e mentale ma eleva anche lo spirito.

 La natura svela i segreti della bellezza e dell’amore. La bellezza della natura è estetica, è poesia, è la forma sotto cui l’amore si rende visibile. L’uomo connesso alla natura è più spirituale, meno manipolabile e condizionabile.

C’è sempre un momento quando ti addentri in un bosco in cui senti un cambio dell’energia, come se la vibrazione frenetica del mondo non potesse più avanzare, d’improvviso ti accorgi di essere avvolto da un alito caldo e umido di pace e profondità. In quel momento “ entri nel bosco”: entri nel bosco e il bosco entra in te. E’ proprio in quell’ istante preciso che dovresti dare il via con consapevolexa e attenzione al rituale dello Shinrin Yoku con un piccolo e semplice gesto, quasi impercettibile: abbassa la testa in segno di inchino”. 

Quel che è importante ricordare è che anche in città è possibile fare un bagno di natura, perché non sempre possiamo scappare e andare nei boschi.

Per esempio possiamo coltivare fiori e piante in casa o nel terrazzo e praticare la meditazione camminata o contemplativa sui loro colori e profumi. Oppure se abbiamo la fortuna di avere degli alberi oltre le finestre tenendo i vetri aperti se le condizioni meteo lo consentono.

Bisogna avere forza immaginativa e soprattutto tanto sentimento d’amore. L’ amore che proviamo per un fiore o una piantina può connetterci a tutte le piante e alberi di un bosco.

Inoltre, per chi vive in città, ci sono sempre i parchi pubblici.I parchi di città sono luoghi dove possiamo praticare tutte le meditazioni nella natura.

La OMI, una tecnica facile ma potente

Una pratica alla portata quotidiana di tutti e da cui possiamo trarre immediato beneficio è la OMI ovvero la One Minute Immersion. Essa consiste nel dedicare un minuto una o più volte al giorno a seconda delle necessità, a un albero o alla sua essenza racchiusa in un infuso, nelle sue bacche o nella polpa del suo frutto che stiamo mangiando.

Per praticare OMI non è indispensabile essere presso l’albero, ma lo spirito di una pianta può essere evocato anche in presenza di fiori essiccati o tramite l’odore del suo olio essenziale o del decotto delle sue foglie o in presenza di un suo rametto. Questo fa sì che la OMI possa essere praticata anche in città e la rende una meditazione universale.

Immergerci nella natura vuol dire ritrovare e contemplare il nostro spazio, riappropriarci della dimensione primaria ed essenziale di noi stessi. Significa riconnetterci alla terra per ritrovare la relazione fisica ed emotiva con le sensazioni del  nostro corpo e l’ambiente attorno a noi. 

Ci educa a sentirci connessi con ciò che ci circonda per poter  fluire con gli eventi più facilmente. Ci aiuta a lasciare andare il controllo su tutto e ci aiuta a deprogrammare la mente e i comportamenti dai condizionamenti sociali in modo da alleggerire il peso dei vissuti personali.

Riscoprire l’anima della natura significa connetterci alla nostra essenza  e fare ecologia profonda per migliorare la relazione tra uomo e natura con l’impegno di salvaguardare la vita sul pianeta.

Fai la tua scelta

Sei libero di scegliere il tipo di vita che vuoi portare avanti.

Può essere una gabbia dove non riesci a respirare e muoverti oppure un prato verde dove puoi correre libero e sereno.

La decisione è tua.

La natura è lì per chi vuole viverla col cuore e lasciarsi andare senza paure.

In questo modo riusciamo a liberare il suo e il nostro potenziale di guarigione.

Io ti propongo un percorso che va a lavorare sul sistema nervoso, come avviene a contatto con la natura.

Il massaggio e il contatto con la natura vanno a stimolare il sistema nervoso parasimpatico, quello che subisce un forte squilibrio quando sperimentiamo ansia, tensione, stress.

Allenare il sistema nervoso parasimpatico al rilassamento determina una cascata di effetti importanti su tutto l’asse biochimico del corpo, modificando le emozioni e l’umore. 

Metodo Harmonia è un percorso che ti insegna a percepire il tuo corpo e ad usarlo per aumentare il tuo benessere.

Se riesci a percepire il tuo corpo come un alleato, un amico, ad ascoltare quello che ha da dirti, allora ti verrà più facile ascoltare anche quello che la natura ha da dirti.

In questo modo, dando attenzione ai tuoi sensi corporei, puoi vivere un’esperienza di maggiore consapevolezza del tuo corpo e delle tue emozioni.

Metodo Harmonia e maggiore tempo a contatto con la natura sono un binomio vincente.

Puoi restare nella tua zona di comfort (che di comfort ha ben poco) e non fare nulla. Puoi continuare a vivere la tua vita senza provare a cambiare nulla.

Oppure puoi iniziare quel cambiamento e guardare con occhi diversi il tuo cammino.

La strada verso la libertà dall’ansia e dallo stress è un cammino di gioia ma è difficile da realizzare da soli.

La guida di una persona che ci è passata prima di te e conosce i meccanismi con i quali il corpo può diventare il mezzo per raggiungere questa libertà, ti aiuta a raggiungere in modo veloce i risultati desiderati.

Metodo Harmonia funziona perchè agisce direttamente sul sistema nervoso con una metodologia precisa.

Per raggiungere questo obiettivo, grazie alla mia esperienza e i miei studi, ho ideato un metodo composto da 3 elementi chiave:

  • una sequenza di manovre specifiche
  • un percorso a tappe dove ogni tappa è diversa dall’altra
  • ogni tappa ha uno scopo specifico ed è la base di partenza per la sessione successiva

Note Bibliografiche

https://www.mdpi.com/1660-4601/16/24/4915

https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/9148/respirare-la-foresta-come-varia-e-come-prevedere-la-concentrazione-di-olii-essenziali

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26124129

Selene Calloni Williams “ Shinrin Yoku. L’immersione nei boschi. Il rituale giapponese per liberarsi dall’ansia e dallo stress” ed. Studio Tesi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3265077/

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpubh.2018.00278/full

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