Perché i social aumentano ansia e attacchi di panico

Abbiamo sempre gli occhi fissi sul cellulare, vero? ⁣
Anche a me capita di utilizzare il cellulare ed il computer per lavoro…

⁣ ⁣…ma poi rientrata a casa continuo a stare al cellulare. Invece di godermi la vita dal vivo.⁣ ⁣ ⁣ ⁣ ⁣ ⁣ ⁣

In questo modo non stacco mai dagli schermi, a discapito delle vere relazioni.⁣ ⁣ ⁣ ⁣

Poi quando esco con gli amici, qualcuno nel gruppo ha sempre il cellulare in mano e si perde quel momento di socialità. ⁣

Spesso vedo che quando si esce tra amici, al pub o al ristorante, qualcuno nel gruppo ha sempre il cellulare in mano e non vive quel momento con chi è accanto a lui in carne e ossa.

Invece di interagire, parlare, scambiare opinioni, scherzare, siamo sempre distratti da qualcos’ altro, come l’ ultima notifica, o chi ha commentato o messo il “mi piace” al post.

Ci facciamo enormi viaggi mentali riguardo le reazioni che ha suscitato un certo post o una storia e ci interessiamo in modo ossessivo a chi ha interagito.

Questa situazione è un segnale d’allarme che deve essere preso in considerazione.

Mi rattristo ancora di più quando vedo una coppia a cena che invece di raccontarsi della giornata appena trascorsa e di cosa fare dopo, guardano il proprio telefono. Stanno in silenzio. Come se fossero ognuno all’ altro capo del mondo.

Cosa dice la ricerca

Nel 2015 Netdipendenza Onlus in collaborazione con Aifos ha condotto una ricerca su 1000 persone che per lavoro sono a stretto contatto con la tecnologia digitale mobile. 

Smartphone, tablet, computer portatili sono al giorno d’oggi strumenti di lavoro abituali a cui non possiamo rinunciare, ma l’uso eccessivo porta a seri rischi per la salute, tra cui ansia, attacchi di panico, disturbi della memoria, depressione e insonnia.

Il 18,4%  dichiara di utilizzare i dispositivi mobili per 8 ore al giorno, ma c’è chi arriva anche a 10 ore (9,8%) e chi li usa tra le 12 e le 16 ore al giorno (circa il 6%).

Il 66% dichiara di utilizzare i dispositivi mobili per lavoro anche la sera a letto e il 90% anche il sabato e la domenica.

Quali sono i disturbi più frequenti che i lavoratori digitali denunciano?

  • mal di testa (44%), 
  • nervosismo (33,4%)
  • insonnia (22,9%), 
  • aumento dell’ansia (20,4%), 
  • attacchi di panico (2,6%)

Questi disturbi rientrano nella terminologia Tecnostress, una vera e propria patologia provocata dalla sovraesposizione di informazioni veicolate dai videoschermi, che colpisce circa 2 milioni di italiani.⁣

Come cambiare rotta?

Conteniamo l’uso dei telefoni una volta arrivati a casa, diamoci dei limiti e rispettiamoli:

  • limitiamo l’uso dei dispositivi mobili a massimo una mezz’ora al giorno finito il lavoro. ⁣
  • ⁣Stacchiamo dagli schermi almeno un giorno alla settimana e non utilizziamoli prima di dormire.⁣
  • ⁣Dedichiamoci invece al partner, al gioco con i nostri figli, a fare una passeggiata nei campi, a una chiacchierata con amici.⁣

Disconnettiamo la mente dal mondo virtuale. Diamo valore al nostro tempo libero e viviamo la vita vera, non quella sullo schermo.

Note Bibliografiche

Definition, symptoms and risk of techno-stress: a systematic review. ⁣ ⁣ ⁣

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30196317/ ⁣ ⁣ ⁣

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Use of information communication technology and stress, burnout, and mental health in older, middle-aged, and younger workers – results from a systematic review. ⁣ ⁣ ⁣

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29460697/ ⁣ ⁣ ⁣

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Tecnostress mette Ko, disturbi per il 45% dei lavoratori digitali. ⁣ ⁣ ⁣

https://www.focus.it/scienza/salute/tecnostress-mette-ko-disturbi-per-il-45percent-dei-lavoratori-digitali

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