Come facciamo noi donne a gestire ansia e panico

Noi donne siamo vortici di energia, abbiamo tanti interessi e sempre tante cose da fare e da creare. Siamo sempre in movimento. La grande creatività ed entusiasmo ci contraddistingue.

Capita però che non ci sentiamo proprio così.

Ci sentiamo agitate, arrabbiate, sfinite. Abbiamo un sacco di sogni da realizzare nella vita, cose che ci piacciono e che ci interessano da iniziare o portare avanti, ma non ce la facciamo.

L’ansia ci sfinisce e non ce la facciamo a fare niente. Anche i più semplici impegni quotidiani ci sembrano insormontabili.

Ci sentiamo come delle macchine rotte. Quando contattiamo il medico o lo psicoterapeuta sembra che il punto non sia la nostra salute, il nostro benessere, la nostra felicità.

Il punto è che siamo parti di un ingranaggio che non funziona più a dovere. Pezzi di ingranaggi inceppati.

Dobbiamo rimetterci in carreggiata in modo che possiamo tornare al più presto ad occupare il nostro posto nella società.

Ma noi donne non abbiamo bisogno di essere aggiustate. 

Tutta la nostra routine ha bisogno di essere rivista, come il nostro modo di interagire con essa. 

La vera trappola che ci fa scivolare nel malessere e infelicità è il senso di impotenza.

Abbiamo perso la speranza che mai niente cambierà più. Che questo è il nostro destino, la nostra croce e ce la dobbiamo tenere.

Siamo convinte che non possiamo fare nulla per fare andare le cose nella direzione che vogliamo e che la nostra capacità di incidere sulla realtà sia zero.

Pensiamo che ciò che di bello e forte abbiamo dentro, i nostri talenti, le nostre capacità, non interessino a nessuno, non servano a niente.

Non riusciamo così ad incidere positivamente nelle situazioni in cui siamo, ci sentiamo prive di potere sulla nostra stessa vita, come piume trascinate da un vento che non sappiamo dove ci porterà.

Ma come facciamo allora noi donne a gestire la nostra ansia?

Voglio raccontarvi la storia di una donna che conosco molto bene e che stimo molto.

Una storia di ansia

Tutto è iniziato qualche anno fa, quando suo figlio era piccolo e lei era presa totalmente dalle mille maratone tra turni di lavoro, gestione degli impegni e scadenze, come tutti.

Odiava il suo lavoro. In quegli ultimi anni odiò ogni singolo istante di ogni singolo giorno in quel posto di lavoro, anche se abbandonare tutto le sembrava una sconfitta.

Non si prendeva mai un momento per sé stessa. Non riusciva a portare avanti i suoi interessi e aveva poche distrazioni. Sentiva una grande oppressione al petto e il suo respiro era corto e affannato. Era al capolinea.

Ingrassò molto in pochi mesi, le venne mal di schiena e al nervo sciatico. Iniziò a soffrire di un fastidioso tic a un occhio. 

Una notte il suo cane morì. Lo amava molto. Era sconvolta e triste. Passò la notte in cucina a piangere e guardare la TV per distrarsi dal suo dolore.

Da quell’episodio ha iniziato a soffrire di attacchi di panico notturni,  mentre durante il giorno era in preda all’ansia e alla stanchezza.

La morte del suo cane la obbligò a guardarsi dentro.

A fermarsi ad ascoltare ciò che il suo corpo aveva da dire.

Il suo corpo si è comportato come un vulcano dormiente: le ha dato alcuni segnali che però lei ha ignorato ma poi ha sputato tutta la lava incandescente che ha trattenuto dentro per tanto  tempo.

Quell’evento doloroso ha portato a galla paure profonde e un senso di grande insoddisfazione. 

La mancanza di appagamento per ciò che lei faceva la rendeva ansiosa, infelice e frustrata.

Tutte queste emozioni si manifestarono nel corpo. 

Per mesi soffrì di attacchi di panico. Per mesi la notte non riuscì a dormire normalmente.

Non era affatto ciò che immaginò nei suoi sogni di bambina.

Però la soluzione c’era ed era più semplice di quello che poteva sembrare.

Semplice, ma non facile.

Ansia Uomini/Ansia Donne: 4 a 0

Soffrire di ansia è normale in certe situazioni. Sto parlando di come ci sentiamo prima di dover affrontare un colloquio per un nuovo lavoro, oppure quando dobbiamo comprare la casa o la macchina nuova.

Ma cosa succede quando invece abbiamo una montagna di preoccupazioni che ci invadono la mente? 

L’ 80% delle donne sperimenta ansia ogni settimana. L’ansia diventa così la norma e interferisce pesantemente con la vita quotidiana. 

Compromette il nostro benessere, minaccia il sonno e la concentrazione lasciandoci con i nervi tesi come una corda.

Le donne soffrono di ansia il doppio degli uomini, in particolare le donne europee e americane. 

Questo è stato dimostrato sia dallo studio europeo Esemed sia da Anxiety and Depression Association of America.

Perchè questa differenza?

Il fatto che le donne soffrono di disturbi di ansia il doppio degli uomini dipende da:

  • Fluttuazioni ormonali

Noi donne sperimentiamo tanti cambiamenti ormonali durante la nostra vita.

Ondate di estrogeni e progesterone alterano il nostro stato d’animo anche se non ce ne rendiamo conto. 

Ogni mese con il ciclo mestruale, poi con l’esperienza della gravidanza, per finire con la menopausa. 

Queste instabilità ormonali ci causano sbalzi d’umore, irritabilità e aumentano stress e ansia.

  • Atteggiamento Mentale

Uomini e donne reagiscono agli eventi in modo differente. 

Noi donne tendiamo a rimuginare e fare congetture sui problemi, alimentando la spirale dell’ansia, mentre gli uomini tendono ad affrontare i problemi in modo attivo e risolutivo.

Inoltre tendiamo a preoccuparci troppo e a volere un controllo su tutto per poterci organizzare al meglio. 

Questo alla lunga esaurisce le nostre energie e getta benzina sul fuoco dell’ansia e dello stress. 

  • Ruolo Sociale 

I tanti ruoli che noi donne dobbiamo ricoprire oggigiorno sono tanti, soprattutto ci soffoca ciò che gli altri si aspettano da noi e dal nostro ruolo. 

La moglie, la mamma, la lavoratrice, la cuoca, la donna delle pulizie, la lavanderina. 

Questo non fa altro che aumentare il cortisolo e l’adrenalina nel sangue, i quali a loro volta ci procurano diversi sintomi come disturbi del sonno, respiro corto e dolori muscolari, ma non ci facciamo caso.

Pensiamo sia stanchezza e in effetti molte volte lo è. 

Ma altre volte è il troppo peso delle responsabilità e della mole di impegni che ci creano ansia, che in questo caso non va ignorata.

  • Riconoscimento Sociale

Noi donne crediamo che per essere forti e per avere l’apprezzamento degli altri dobbiamo essere impeccabili in ogni ambito della nostra vita. 

Se ci sembra di non esserlo, pensiamo di fallire in qualche modo. Pensiamo che siamo noi le difettose, pensiamo di non essere all’altezza.

Abbiamo la tendenza a voler essere perfette, mantenere la casa in ordine e pulita, fare in modo che i bambini siano calmi e facciano i compiti in silenzio, far quadrare i conti, riuscire ad incastrare tutti gli impegni. 

Ci sentiamo responsabili per tutto ciò che accade a noi e ai nostri familiari.

Ansia al lavoro

Svolgere il proprio lavoro in modo efficiente e serio, soprattutto se abbiamo un’attività in proprio, comporta un notevole consumo di energie fisiche e mentali ed è normale che sia così. 

Questo costituisce quella sana determinazione ad affermarsi sul lavoro e a farsi riconoscere ciò che meritiamo.

L’importante è non farsi risucchiare da questo meccanismo, diventando vittime del lavoro e dell’ansia.

Alcuni studi hanno identificato un copione interno che le donne seguono ogni giorno sul posto di lavoro. 

Questo copione suona più o meno così:

  • devi dire sempre di “sì”
  • devi essere perfetta
  • devi essere forte
  • datti da fare
  • datti una mossa

Noi donne cerchiamo sempre di soddisfare le esigenze degli altri e di mettere gli altri davanti a noi.

Questo non fa altro che pompare quintalate di cortisolo nel sangue, l’ormone dello stress e dell’ansia, che ci fa sentire esauste e svuotate di energia.

Secondo gli psicologi americani, la maggior parte delle donne lavoratrici soffre di esaurimento nervoso i cui sintomi principali sono:

  • stanchezza cronica
  • insonnia
  • perdita di appetito
  • mancanza di concentrazione
  • vertigini
  • ansia, rabbia e depressione

I metodi di noi donne 

Secondo una ricerca americana, le donne ricorrono a diversi metodi per alleggerire la loro ansia:

  • Televisione

La maggioranza dichiara farlo guardando la televisione. Le serie di Netflix, i film su Sky, o Amazon Prime Video sono un modo per evadere dai pensieri di preoccupazione. 

Non dobbiamo soffermarci però sui telegiornali, che comunicano solo notizie catastrofiche e programmi dai toni agitati e confusi. 

L’importante è non fare le maratone televisive, abbuffandoci di episodi di qualche serie che ci piace ,perché è stato dimostrato che causano seri disturbi del sonno.

  • Cibo

A ruota seguono le donne che dichiarano di buttarsi sul cibo. Tasto muy dolente!

I carboidrati e gli zuccheri accendono i centri di piacere del cervello.

Momentaneamente. 

Poi, finito il picco di zuccheri, questi calano in modo vertiginoso, ripiombandoci nell’ansia peggio di prima. 

Cerchiamo di scegliere alternative più salutari alle merendine e ai cibi grassi, come frutta fresca, frutta secca e cioccolato fondente.

  • Sport

Una buona parte di noi donne afferma di contrastare l’ansia grazie all’esercizio fisico e questa è una delle scelte migliori di tutte. 

Basta pensare che, secondo le ricerche più recenti, solo 20 minuti al giorno di camminata abbassano il cortisolo in modo significativo e rendono la mente più concentrata.

  • Amicizie

A pari merito con chi pratica sport, ci sono le donne che hanno smesso di frequentare le persone nocive per il loro umore. 

Se la compagnia di certe persone ti provoca acidità di stomaco o senso del vomito, evitiamo di passarci del tempo. 

Il nostro obiettivo è sentrirci bene e non a disagio.

  • Leggere

In poche dichiarano di aver riscoperto il piacere di leggere un libro o una rivista. 

Leggere fa volare i pensieri altrove, sopra montagne verdi e laghi calmi, esattamente dove vorresti essere quando sei preoccupato. 

E’ un’ottima idea per bloccare il tuo ansiogeno monologo interiore.

  • Attività Creative

Altrettanto poche dicono di dedicarsi ad attività creative come disegno,pittura,scrittura, giardinaggio, canto. 

La creatività porta energia alle mani, alla voce e al tempo presente e aiuta a liberare quello che c’è dentro la mente e sviluppa l’inventiva e l’intuizione.

Un caso di successo

Voglio raccontarvi come va a finire la storia di prima.

Dopo un po’ di tempo di confusione e smarrimento, lei decise che ne aveva abbastanza.

Accettò la sua ansia e non si voltò dall’altra parte sperando che passasse. Spettava solo a lei fare in modo che se ne andasse.

Liberò la sua creatività e il suo sentire, cercando di seguire il suo ideale di supporto e aiuto agli altri.

Prese a organizzare il suo tempo e delegò certi impegni per iniziare a ricevere massaggi e successivamente a frequentare corsi di formazione in massaggio e di crescita personale.

Sentiva sempre più il bisogno di recuperare il contatto con la creatività manuale.

Dedicò una parte del tempo giornaliero a fare l’orto e a lavori a contatto con la terra e le piante.

Questo la portò ad assaporare la dimensione del presente. I pensieri si fermavano mano a mano che si concentrava sul lavoro delle mani, sia con la terra che con il corpo.

In contemporanea, tagliò le amicizie e le compagnie tossiche, che non contribuivano ad aumentare il suo buon umore e la sua autostima. 

Si allontanò da persone che non facevano altro che lamentarsi della loro situazione o che davano giudizi sul suo modo di affrontare i suoi problemi pretendendo che lei seguisse ciò che invece consigliavano loro.

Piuttosto si godeva il silenzio a casa oppure una passeggiata nei campi o al mare da sola.

Andò a lavorare con più distacco, senza farsi coinvolgere e travolgere dagli intrighi dei colleghi o dei responsabili.

Piano piano, focalizzando la sua attenzione sulle cose importanti che le davano piacere, ritrovò la calma e la leggerezza che le mancavano da molto tempo.

Recuperò così anche il rapporto col figlio e col marito, trascurati da troppi mesi. 

Diventò un’altra persona. In meglio. Era vicina a quella persona che voleva essere. 

Ci è voluto tempo e molto impegno ma era l’unica via possibile per ritrovare sé stessa e ritrovare la sua natura.

Alla fine cambiò completamente lavoro e finalmente riuscì a mettersi al servizio degli altri, per aiutarli a superare situazioni come la sua.

Vogliamo sentirci vive

Chi sperimenta ansia e panico non sta seguendo la sua natura. 

Noi donne ansiose abbiamo smesso di cantare, abbiamo parole intrappolate da  qualche parte, abbiamo appoggiato i pastelli che disegnano i nostri desideri,

Siamo lontane dalle nostre passioni profonde, passionali, nutrienti, rigeneranti, e perchè no, erotiche.

Accantoniamo le nostre aspirazioni, chiudiamo le nostre passioni in un baule vecchio e polveroso con su scritto la parola “ rassegnazione”.

Lo abbiamo nascosto in cantina e abbiamo giurato di non cercarlo più, per non stare male.

Abbiamo quindi la sensazione di essere immobilizzate, non pretendiamo, non diventiamo, non scopriamo.

Donne, risvegliamoci. Nulla è irreversibile. Riavviciniamoci alla nostra anima dalle ossa spezzate e chiediamole cosa davvero desideriamo.

Lei ha le risposte che cerchiamo. Basta un po’ di ascolto, una riflessione vera, una risposta sincera rivolta a noi stesse.

I buoni consigli

Ogni donna reagisce e gestisce l’ansia a modo suo, ma alcuni consigli possono essere utili per aprire gli occhi su elementi importanti  che possono aiutarci:

  • Evitiamo l’ Iper-stimolazione

Disconnettiamo la mente quando ci è possibile, allontanandoci dal computer e dal telefono. 

Il Tecnostress sta aumentando sempre di più e causa disturbi insidiosi.

Leggi https://metodoharmonia.it/i-social-aumentano-ansia-e-attacchi-di-panico/

  • Facciamo delle pause

Non esitiamo a riposarci quando abbiamo tempo oppure a fare esercizio fisico se ne sentiamo l’esigenza per scaricare le tensioni accumulate.

  • Dormiamo

Il sonno deve diventare una delle nostre priorità.

Se i pensieri fanno il salto triplo carpiato prima di addormentarci, stiamo sovra-eccitando la mente ed è poi difficile avere un sonno ristoratore.

La mancanza di sonno attiva le regioni cerebrali legate alle emozioni e porta ad una eccessiva rimuginazione mentale e preoccupazione costante.

Si innesca un circolo vizioso che compromette la salute mentale e fisica, soprattutto se dormiamo meno di 7 ore per notte.

  • Deleghiamo

Iniziamo a delegare i compiti ricordandoci che chiedere aiuto non è sintomo di debolezza ma di rispetto per sé stessi.

Riconosciamo che abbiamo bisogno di staccare la spina dai continui impegni e doveri, e che non dobbiamo fare tutto da sole.

  • Impariamo a dire “NO”

Quando non siamo d’accordo con certe decisioni, per quanto possibile, cerchiamo di dirlo apertamente, senza polemica e discussioni. 

Mettiamo in chiaro il nostro punto di vista senza aver paura di deludere qualcun altro.

  • Basta perfezionismo

Siamo troppo preoccupate di non sbagliare mai.

Se sbagliamo non vuol dire che siamo delle incapaci. Quando sbagliamo impariamo, andiamo sotto la superficie e ci conosciamo sempre un po’ di più.

Tenere sempre tutto sotto controllo ci sfinisce. Pretendiamo troppo da noi stesse, persino più che i nostri datori di lavoro.

  • Tempo per noi

Diamoci il permesso di curare i nostri interessi e coccolarci. 

Se amiamo la palestra o la piscina, iscriviamoci a un corso e impegnamoci a frequentarlo.

Se ci piace leggere, riserviamoci tempo per farlo, magari la sera prima di dormire. 

Se ci piace camminare all’aperto, fissiamo le giornate e gli orari in cui andare e andiamo. 

Passare almeno 30 minuti al giorno nel verde ha importanti benefici sull’ansia e vi invito a leggere il mio articolo al riguardo “La Natura Come Terapia Per L’Ansia”.

Niente è dovuto

Noi donne ci sentiamo soffocare dalle mille cose da fare, dal pulire la casa, dai pasti da preparare, dagli impegni sportivi dei figli, dalle aspettative degli altri, dal lavoro stressante, dai panni da stirare, dai capelli da sistemare.

Succede che ciò che facciamo viene dato per scontato, la nostra disponibilità viene data per scontato, non viene percepita come un regalo di attenzioni o di tempo che dedichiamo agli altri.

Arriva però il momento in cui ci stanchiamo di tutta questa insoddisfazione e capiamo che abbiamo bisogno di dare attenzioni anche a noi stesse e che abbiamo bisogno di riconoscimento e gratitudine per quello che facciamo.

Dare sempre non vuol dire che dobbiamo privarci dei nostri spazi e considerare tutti eccetto noi stesse.

Quando iniziamo a sentire più in profondità, a lasciare meno potere al pilota automatico, allora percepiamo un qualcosa di frizzante nelle nostre mani, una voglia di saltare e ballare.

Care donne, proteggiamo noi stesse come un faro per la barca persa in mezzo alla tempesta. Se la luce si spegne, la barca non sa più in che direzione andare e non riesce a tornare a casa.

Coltiviamo la luce che abbiamo dentro, perché lontane da noi stesse siamo lontane da tutto.

Perciò al diavolo i panni da stirare, la polvere sui mobili, i letti di rifare, lo smalto da ritoccare. 

Prendiamoci tempo per noi stesse e per gestire gli impegni con calma, senza avere la sensazione di avere sempre un fuoco sotto al sedere.

Sentiamoci esseri umani e non robot, perse nella spirale delle abitudini e del “ si fa così e hanno tutti sempre fatto così”.

Tutto ciò che siamo è abbastanza, tutto ciò che riusciamo a fare è abbastanza, non pretendiamo troppo da noi stesse. 

Non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, dobbiamo solo dimostrare amore e rispetto verso noi stesse e lasciarci andare ai nostri desideri.

Perciò, invece di stressarci ancor di più guardando il mucchio di panni da piegare, oppure le foglie in giardino da raccogliere, fermiamoci un istante.

Pensiamo a noi. 

Il massaggio è una buona e valida soluzione per iniziare a staccare dal caos e per frenare l’eccesso del “fare” che contraddistingue i comportamenti ansiosi.

Cerchiamo il piacere del tocco che rassicura,  abbassa la nostra ansia e placa la tendenza a correre sempre per gli altri.

Perchè il massaggio funziona?

La soluzione naturale

Nel 2014 la dottoressa Field, del Touch Reasearch Insitute di Miami, ha dimostrato che il massaggio effettuato con una pressione moderata stimola l’attività vagale, cioè agisce direttamente sul sistema nervoso parasimpatico. 

Esso è collegato alle funzioni che si attivano durante le fasi del riposo e del rilassamento. 

Questo determina una cascata di effetti importanti su tutto l’asse biochimico del corpo, modificando le emozioni e l’umore.

L’aumento dell’attività vagale produce:

  • un abbassamento del battito cardiaco e della pressione sanguigna che permette un rilassamento immediato;
  • la diminuzione dei livelli di cortisolo e norefedrina, ormoni della tensione e allerta
  • l’aumento della secrezione di serotonina, ormone del benessere e della felicità
  • l’aumento del flusso di ossitocina, l’ormone dell’empatia e dell’amore verso gli altri
  • l’ aumento delle onde delta, attive nel rilassamento, e la diminuzione delle onde alfa e beta, attive nella fase di veglia. 

La Dottoressa Field ha dimostrato quindi che il massaggio ha un grande potenziale di guarigione per 2 motivi:

  • stimola la produzione degli ormoni che rendono più felici e quindi più in salute 
  • il tocco racchiude in sé il potere dell’empatia e migliora la relazione con gli altri.

Il massaggio è un’attività semplice e piacevole che tutti possono concedersi. 

E’ incredibile quanto un gesto così piccolo abbia grandi implicazioni positive per la nostra salute. 

Basta davvero poco per stare meglio.

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PS. La persona della storia ero io.

PPS. La mia storia è vera!

Note bibliografiche:

https://www.womansday.com/health-fitness/wellness/a22616239/how-to-deal-with-anxiety/

https://www.forbes.com/sites/andrealoubier/2017/07/05/how-women-effectively-deal-with-anxiety-in-business/#1d5d44222338

http://www.informasalus.it/it/articoli/donne-lavoro-stress.php

https://d.repubblica.it/lifestyle/2016/02/24/news/salute_uomo_donna_e_lo_stress-2983510/

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Tabita Ruzzier
Tabita Ruzzier 6 ottobre 2020
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Per motivi lavorativi e di tensione nell'ambiente di lavoro ho iniziato a soffrire di disturbi dell'umore. La mia ansia era alle stelle e il mio mal di schiena ha cominciato a peggiorare fino a non riuscire più a svolgere gli impegni quotidiani. Ho provato la fisioterapia ed esercizi specifici. Hanno risolto momentaneamente il problema, e poco dopo aver finito le sedute, il mal di schiena si ripresentava puntuale. Poi ho conosciuto Sara e ho provato il Metodo Harmonia coi suoi massaggi. Che bella sorpresa! Il mio umore è migliorato tantissimo e le preoccupazioni si sono dissolte pian piano. E poi ho risolto in gran parte il mio mal di schiena cronico. Grazie Sara
Valentina Peretti
Valentina Peretti18 febbraio 2020
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Negli ultimi 6 mesi ho iniziato a soffrire di insonnia per problemi familiari. Mi svegliavo alle 3 di notte non riuscendo più a dormire. La mia quotidianità ne ha risentito molto e anche il rapporto con i miei figli. Ho ricevuto sessioni di massaggio thailandese e avevo miglioramenti ma ancora non dormivo bene. Il sonno continuava a essere disturbato. Non sapevo a chi altro rivolgermi, non volevo prendere medicinali. Sono venuta a conoscenza di Sara e ho provato il suo metodo Harmonia. Dopo le prime sessioni ho iniziato ad avere un sonno continuativo e a dormire fino alle 6 del mattino. La mia vita è molto migliorata. Sono felice di aver incontrato Sara

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